L'attenzione all'uomo
travolto da disastri, catastrofi, terremoti, genocidi ed altro, probabilmente è
sempre esistita. Si è sempre prestato soccorso all'uomo colpito da una grave
emergenza
. Nella tradizione, però, dobbiamo rilevare un'attenzione quasi
esclusiva per il corpo, per le ferite fisiche dell'uomo travolto da
un'emergenza.
Proprio qui si inserisce il passo avanti che la nostra società contemporanea
deve fare: superare l'attenzione esclusiva al corpo e alle ferite fisiche ed
occuparsi anche delle ferite psichiche, altrettanto gravi e profonde che possono
colpire l'adulto come il bambino, il giovane come l'anziano, il più forte come
il più debole.
Sia i soccorritori professionali che quelli volontari necessitano di conoscenze
e preparazione, devono sapere cosa cercare nelle persone e come intervenire;
devono sapere con quale tipo di atteggiamento empatico possono accostarsi alla
sofferenza della vittima senza traumatizzarsi a loro volta, assorbendo il dolore
di chi li circonda.
E' importante precisare anche che oltre alle situazioni in cui l'emergenza è
collettiva (terremoto, alluvioni, eventi bellici), nelle quali ad essere
traumatizzata è la collettività e ad essere in crisi è il sistema sociale, ci
sono anche emergenze individuali, (stupro, aggressione, malattie gravi) in cui
ad essere traumatizzata è la persona colpita e ad essere in crisi è l'individuo.
Nelle nostre città, sempre più spesso sentiamo di eventi violenti e inaspettati, assurdi o comprensibili, che accadono inevitabili. E sempre più spesso siamo esposti allo sviluppo di reazioni traumatiche. Chi subisce un trauma dopo un fatto cui assiste o di cui è vittima, “naturalmente” vive una situazione di stress.
Il Counseling nell’Emergenza si propone dapprima di sviluppare la capacità di riconoscere in Sé e negli altri le normali reazioni ad un evento stressante, per poi imparare a costruire relazioni adatte a queste eccezionali circostanze.
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